Arte, letteratura, scrittura, satira, diritti civili, impegno sociale...
Il contraddittorio può essere applicato su un’opinione, sull’interpretazione di un fatto.
Su un fatto mai.
Nella puntata di sabato sera del programma “Che tempo che fa” un quanto mai prudente e pavido Fabio Fazio ospitava Marco Travaglio.
Travaglio ha osato dire un fatto: che Renato Schifani, neo presidente del Senato, seconda carica dello Stato, ha avuto rapporti con persone che successivamente sono state condannate per mafia.
Lesa maestà! È scoppiata la bufera.
Il direttore della Rai, Cappon, si dissocia e condanna l’accaduto. Esponenti del Pdl e addirittura anche del Pd invocano il contraddittorio. Solo Di Pietro è lucido e scrive sul suo blog:
“Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.
Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.”
C’è una confusione generale. Come si può applicare il contraddittorio su fatti veri e documentati? Dove sta lo scandalo? Cosa ha detto di sbagliato Travaglio?
Tutti quelli che hanno parlato in merito hanno dimenticato di chiarire questi punti fondamentali.
È l’ennesimo attentato all’informazione, teso a confondere le idee dei cittadini.
È proprio vero che è in atto la “scomparsa dei fatti”, ma per fortuna esiste ancora qualche voce libera.
Ma prepariamoci al peggio, sento già nell’aria un nuovo “editto bulgaro”.
Fonte: la Repubblica.it, Corriere.it
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
TORINO (Reuters) - Qualche migliaio di persone hanno preso parte oggi al corteo -- a sostegno della Palestina e contro Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro -- che si è svolto senza incidenti o episodi di violenza per le strade di Torino.
Il corteo, iniziato da Corso Marconi pochi minuti prima delle 16, con circa un'ora di ritardo rispetto alle previsioni, è giunto due ore dopo a piazza Fabio Filzi, a 200 metri dal Lingotto.
La manifestazione si è svolta pacificamente, senza che si verificassero episodi di violenza come si temeva nei giorni scorsi.
La protesta è stata organizzata dal network "Free Palestine" che raggruppa esponenti dei centri sociali, dei collettivi autonomi, dei sindacati di base, ma anche varie associazioni culturali e alcuni partiti politici dell'area di sinistra.
Alla testa del corteo c'era un'enorme bandiera della Palestina, sorretta da una decina di persone, dietro alle quali c'era uno striscione con scritto: "Boicotta Israele, sostieni la Palestina".
Molte le bandiere multicolore della pace e quelle della Palestina, fatte sventolare dai partecipanti.
E' stata fatta sfilare anche una foto molto grande che ritraeva le bandiere statunitense e israeliana mentre venivano date alle fiamme lo scorso 1 maggio, in piazza San Carlo a Torino, a cui è stata affiancata la scritta: "Israele non è un ospite d'onore".
Nei giorni scorsi gli organizzatori -- che stimavano l'arrivo di 5-7.000 persone provenienti da diverse zone del Paese -- avevano assicurato che il corteo si sarebbe svolto in modo pacifico, tuttavia le autorità cittadine avevano predisposto massicce misure di sicurezza.
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Leggere cadono
al suolo le foglie
morte.
Come farfalle
variopinte
cullate dal vento
si posano
sulla terra umida...
colorano di giallo
e di rosso cupo
la terra bruna;
cadono a terra
le foglie morte
cadono silenziose
ad una ad una.
Franca Bassi
immagine © by vilelmsDIETRO IL MIO ANDARE
© by Cinzia Tomassini
C'è una foglia
all'ombra sbigottita
della notte
e si oscura lo stelo
al battito lento
della luna.
Non vado oltre
questo scialbo sonno
finché il soffrire
mi fa compagnia.
Dietro il mio andare
chiudo la porta
perché il passo è assente
e la gioia
ferma sulla collina.
Non siamo liberi di morire
e nemmeno di nascere
ma del dolore impariamo a conoscere
ogni asola
che lenta si apre e si abbottona
al nostro cuore.
La sfida in versi tra gli studenti dell'Università di Bologna
ALMA POETRY: IL CERTAMEN
di Cinzia Tomassini
I l CERTAMEN era l'antica sfida in versi nell'università medievale. Ora gli americani (copioni) lo hanno rieditato con il nome di SLAM. Poi gli italiani (ancora più copioni) l'hanno copiato agli americani. Qui a Bologna, dove fu letto in pubblico Dante dopo Firenze, dove hanno studiato e insegnato grandi poeti come Petrarca, Pasolini, Carducci, Pascoli, Campana e Bertolucci, si rinnova la grande sfida: il certamen. All'interno di AMOBOLOGNA POESIA FESTIVAL [1]. Manda la tua opera in versi per il concorso (max 3 poesie, tema libero) a: CERTAMEN - Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna, via Belle Arti 42, 40126 Bologna, oppure a poesia@alma.unibo.it entro il 30/05/2007. Con nome, cognome, facoltà, numero di telefono e di matricola e indirizzo email. In premio ai primi tre classificati, buoni acquisto in libri. Altri ricchi premi verranno assegnati a sorpresa e molto probabilmente a caso.
[1] L’Amobologna poesia festival è un’occasione di incontro e di confronto con i grandi nomi della poesia italiana e mondiale, tenuto nei luoghi bellissimi del centro storico di Bologna. Le ultime cinque edizioni, a cui hanno preso parte tra gli altri, i premi Nobel Seamus Heaney e Derek Walcott, la poetessa russa Elena Åœvarc , l’irlandese John Deane, hanno dato la possibilità a giovani e meno giovani di confrontarsi con questi grandi nomi e di scoprirne talvolta il lato, non solo letterario, ma anche umano. Il Certamen, fin dalla sua prima edizione, nel 2004 è sempre stato un appuntamento fondamentale dell’Amobologna poesia festival. E’un concorso a premi, una sfida allegra in poesia tra gli studenti dell'Università di Bologna. Il primo obiettivo è quello di coinvolgere sempre più intensamente e direttamente gli studenti dell’Università, il secondo è quello di potere offrire loro la possibilità di incontrare e conoscere le più grandi personalità del panorama letterario mondiale
FANTASMAGORIA DI COLORI
opera di Katia Aiello
Adoro i colori incredibili che solo la natura riesce a darci, la magia e gli incanti che sprigionano da essi.
Spesso cerco, come fa l'assetato, di assobirli tutti per poterli poi fermare sulla tela. E' UNA SENSAZIONE INEBRIANTE!
" Il Bosco" acquerello 43 x 30 K.Aiello 2007